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Anche questo Natale…

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Anche quest’anno tutti i miei buoni propositi di ravvedimento sono stati vanificati.
Anche quest’anno ho provato a combattere il cinismo e l’ipocondria disumana che mi affligge e mi sono subito pentita al primo cenno di affetto comparso sul mio volto.
Se mi chiedi di cuore io ti rispondo di milza e pancreas.
E se mi chiedi che fai di bello ti dirò che faccio colazione con Aulin e cornetto.
Sono per l’abolizione di tutto e continuerò sempre a sperare di vedere alcune persone che mi ruotano attorno sotto ad un ponte col piattino e con i cani isterici che gli pisciano addosso.
Continuerò sempre a sperare che uno vestito da Kiss faccia a brandelli mia cognata.
Continuerò a spegnere le sigarette ovunque, continuerò a non rispondere alle telefonate dove si parla incessamente per ore del meteo, di come la pressione atmosferica incida nello scarico di casa , di indagini rettali, e della tastata alle parti bassi di routine che qualcuno si fa fare dall’omeopata.
Ore interminabili in cui si evince che il mal di testa è causato dalle fibre ottiche che collegano tiscali al PC, che l’arancione sbatte, e che il prosciutto cotto con i polifosfati ha dei riverberi color arcobaleno,tipo lo spettro a prisma, tipo The Dark Side Of The Moon.

Se siete sicuri di non riconoscervi in tutto ciò  bhè allora … Auguri, per il resto invece…andate tutti affanculo.

Fossi Figo

 trent2 
Trent Reznor ha perso il suo maledettismo.
Trent Reznor era infarinato di spleen per il quale ogni donna gliela avrebbe data sulla fiducia.
Trent Reznor è diventato uno scalcinato uomo gonfio di acidi urici.
Trent Reznor ora è al pari del salumaio sotto casa;  fieramente brutto.
Trent Reznor cristoiddio…ma che ca**o t’è successo?

Watch me on Capri II

Capri_skaly_Faraglione-pola

Il MinoReitanismo.
Fondamentale per capire all’istante l’essenza di una persona.
Se uno portasse le fattezze di Mino Reitano, cantautore degli anni ’60 che si tingeva i capelli già dai ’50,  non avremmo più problemi a rimanere abbagliati dall’incarto dell’aspetto.
Lo vedi, è simil-Mino, fisicamente lo disprezzi, e vai all’essenziale, pro e contro in una giornata sono fatti.

Il PaoloBenvegnùnismo (e questa è difficile)
Benvegnù è la liturgia, è IL CULTO.

Ma c’è dell’altro.
Il SergioAssisismo.
Ale taglia i capelli lunghissimi dalla mia parrucchiera.
Lei taglia e le parrucchiere già lo additano come “uguale a quello che fa la fiction”.
A fine taglio è già praticamente divo della Fiction Capri.
Entra normale ed esce Sergio Assisi.
Ora se Sergio Assisi è interessato, c’è la controfigura disposta a gettarsi dai Faraglioni con addosso i tipici sandali del pescatore caprese.

Punto Acidità

tornasole

Conversation between me and my favorite workmate.

Dusini:
io stasera ho un mal di testa allucinante..
la pitonessa era piu’ acida dal solito, le avrei dato un calcio in bocca.

Me:
Facciamo il punto.
Mettiamoci nei panni della pitonessa, lei  lavora a fianco della buzzicona che sa fare la spaccata a freddo, che per otto ore filate l’ammorba con il fatto che si sta per sposare, che sta scegliendo le canzoni da suonare alla cerimonia, e lo fa proprio con lei che è ‘na zitella acida, capisci che la cosa è perversamente crudele, la fa incarognire ancora di più.
Diciamo che è come  se la buzzicona venisse a dire a te (che sei pregievole artigiana)che  ha venduto dei trucioli di segatura a 100 dollari l’uno e questo la erige ad artista del legno e che domani la chiameranno per cagare dentro alla scatola della simmenthal che verrà poi stimata al pari di quella di Piero Manzoni e la esporranno al guggenheim…
e noi ancora li a dividere fogli, a catalogare cartelle cliniche.

Dusini:
Io le sgraffierei tutta la faccia.
Ci sono persone che periodicamente mi urtano i nervi, ecco, da qualche mese me li urta lei, la buzzicona, la trovo insopportabile, untuosa, finta, saccente, presuntuosa e leccaculo.
la prenderei a calci in bocca pure a lei.
mi danno fastidio anche i suoi gesti, cosi’ volutamente leziosi… vomito.
pero’ oggi ho fatto la prima vendita su Dawanda!

Me:
 Allora lo porto a te il vasetto della simmenthal vuoto.

Dusini:
Guarda, il vasetto della simmenthal sarebbe una svolta epocale.
Poi ti prendo come mia manager.. con i galleristi e i direttori dei musei ci parli tu.
Io faccio l’artista schivo e sfuggente, avvolto in un alone di mistero (= me faccio i cazzi miei, ma ti ricopro d’oro).
Poi venisse a dirmi  come devo lavorare. Prima le ringhio, poi la ustiono con il vomito verde in faccia come la bambina dell’esorcista

Me: Cazzi vostri, io da oggi sono in ferie.

— tengo a precisare che secondo i miei calcoli tra circa un anno e mezzo io e la Dusini perderemo parzialmente l’udito.
A forza di vivere in simbiosi con l’I Pod a mille nelle orecchie per non sentire i discorsi ridondanti di colleghe spaccapalle.
Stimo che tra due anni sapremo leggere  il labiale, tra quattro telepatia, tra sei la sublimazione di tutto—

Undead, undead, undead.

Soir Bleu

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Milano.
Mostra di Edward Hopper.

Io: Questo quadro è davvero uno dei miei preferiti, il pagliaccio poi, personaggio magnifico.
Ale: Sì, come se vede che je brucia la prostata, che c’ha quattro figli sul groppone e la moglie coi baffi.
Io: In effetti….

14 luglio 2010

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Oggi è il tuo compleanno terreno.
Auguri amica mia, anche se non esisti più ti amo come sempre.

 
Simmetrie chilometri nella tua scia,
che muove morbida,
guidandomi verso di te,
simmetrie aiutami,
proteggimi nell’impalpabile,
guidandomi verso di te,
perché non mi manchi ,
la tua verità,
simmetrie nel vento,
baciami, sfiorandomi,
e quest’istante esplode nell’altissimo,
stagliandosi sopra di noi,
perché non mi manchi,
la tua verità,
simmetrie nel vento.

Bela Lugosi’s Dead

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Oggi sono arrivata a tre conclusioni di mera importanza.

La prima conclusione è che per estirpare dalla testa la canzone dei Bauhaus “Bela Lugosi’s dead” che da due settimane  mi attanaglia  la mente io debba incidermi la fronte con un taglierino e inserire un cd qualsiasi, anche di Albano.
Per tamponare il sangue posso richiudere il tutto con una bandana frontale.

La seconda conclusione  è che sei una stronza acida, che sgrana gli occhi sul mondo urlando la sua disperazione perchè nessun cane ti accatta.
Ora avrai una settimana di tempo per giocarti tutto, per far cascare ai tuoi piedi un disgraziato che brami da lontano morbosamente.
Solo un giorno per  l’occupazione coatta dell’intera valigia con la sezione gonne fashion e corpetti dorati.
Egli non appena si accorgerà che il tuo sistema metrico decimale è basato sulla numerazione di smalti chanel, e che in garage tieni parcheggiato il triciclo di shining comprerà a Leroy Merlin un basamento in pietra corinzio su cui appoggerà la sua estremità molle più cara e senza pensarci più di tanto eseguirà un taglio netto alla base.
Ti consegnerà il mal tolto corredato di pregievolissimo biglietto 100% puro cotone grana grossa, e con carattere vittoriano adagerà la scritta “Bela Lugosi’s dead ” con freccia indicativa.
Per poi non rivederlo mai più.
Noi tutti assisteremo alla scena nel circo medievale, mangiando cosce di pollo Mac Donald con corone di carta in testa, gettandoti amichevolmente gli avanzi addosso.

 La terza conclusione non me la ricordo.
Equindi posso dire quanto mi pare e piace UNDEAD, UNDEAD, UNDEAD ! ! !

Bipolarismo

bipo

Se il buon giorno si vede dal mattino, il mattino della donna Dusini (cara e preziosa collega) inizia con frantumazione del suo mignolino e dell’anulare.
I due per affetto e stima, si infrangono contro mobile Ikea all’unisono.
Ikea, la divinità pagana che la proprietaria della foto venera con costanza da anni.
La Donna Dusiniana (che per rispetto chiameremo Povera Signora) per salvarmi dal baratro della depressione post lavoro mi invia foto dell’estremità degente.
Affiancata alla rarissima eleganza della scarpa Frankenstein troviamo una scarpa vintage scala Pantone 258.
La qualità del soggetto ha portato la mente dei miei trent’anni (riconosciuti di recente come i 30 anni peggio vissuti della storia) a denominare  gli stilosi basamenti  Dusiniani, scindendoli in due personalità indipendenti.

-Fashion & Victim
-Depressione Bipolare
-Diva & Donna

Solo una donna dalla forte personalità potrebbe riemergere fieramente da se stessa e manifestarsi sotto questa stilosissima veste.

Cara Donna adorata, guarisci presto e che la forza dello zatterone sia con te.

Firmato the Gnomo.

Another night like this

bauhausfairey

La cosa che detesto di più è questo mio non tenerti a mente.
Ma non sono io, è il mio cervello che spegne tutto.
La gente mi parla, e io ascolto mi impegno seriamente, ma non sento.
Quando devo scrivere anche fosse solo un messaggio di auguri devo cercare la frase in qualche vecchio biglietto perché oltre a non sentire il mio cervello non pensa più.
Però guardo.
Ma quando guardo non vedo.
E parlare è diventato ancora più complesso che scrivere.
Quando faccio un discorso mi accorgo che spesso non so cosa voglio dire e le parole sono sgrammaticate.
Ora, proprio ora, volevo scrivere la prefazione del tuo libro ma ho capito che non sono capace.
Nessuno mi chiede mai di te, e chi lo fa mi chiede di pensare come te, di dire cosa avresti fatto tu in quella certa situazione, per prendere decisione giuste.
Perché si dice che meglio di me nessuno ti conosce.
Ma io non mi ricordo più niente.
Quando vedo la tua camera vuota per me è come se fosse stata sempre così, come se al posto del tuo letto ci fosse stato sempre il divano, e l’armadio fosse stato sempre chiuso.
La tua storia io la conosco bene, da qualche parte c’è nella mai testa, lo so.
Tutti i nostri ideali di libertà non so più cosa siano, e giorno dopo giorno mi uniformo sempre più alla massa.Mi ricordo quando dicevamo di correre con i lupi, ma non ricordo più perché.
Non scambio idee e pensieri con nessuno perché non ho ne l’una ne l’altro.

Il passato ormai è terra straniera, e mi sembra inutile continuare a scrivere.

I Have a Dream

ciao

Un’altra domenica a pranzo con mia cognata.
Dove lei immancabilmente mi siede vicino, e dove io respiro il suo odore di varichina misto ad emulsio-parquet pavimenti.
Dove lei immancabilmente riempe il tavolino di frizzi e lazzi da girone dantesco, salutando con la mano la televisione, dicendo ciao al boccone che sta per mangiare e che masticherà poi mezz’ora e dove io immancabilmente penserò a qualche cosa di riserva che eviti di portarmi a  monumento vivente dell’intolleranza.
Ora non si può riassumere in breve l’acidità che mi esplode in corpo solo a sentir squittire le sue stronzate da portatrice sana di mestruazioni mefistofeliche che l’affligono mensilmente, come lei stesse mi ricorda ogni volta che pranziamo.
Lei vive essenzialmente in funzione di due cose, il ciclo, e sfrangiarmi i maroni di quanto lei fa bene e io no.
Ora la cosa di riserva che io penso ad ogni pranzo per salvaguardare la mia integrità mentale è la seguenti:
Son convinta che morirò si, ma lei con 15 anni in più sul groppone se mi dice culo sarò io a comporre il suo necrologio.
Oggi Mrs Ansia da Goccia sul Lavandino, la cultrice dell’acqua di Sirmione, e dei gambaletti bianchi 70 denari è venuta a mancare.
La salutiamo con dolore, nebulizzando per l’ultima volta la salsobromoiodica, così come avrebbe voluto lei.
Signori e signore, non fiori, ma solo calci in bocca.

Grazie.

A night like this

punch

Il passato è diventato straniero e la notte una costante insonnia che nasconde le macchie.
Desidero un pugno allo sterno che mi spacchi le ossa e mi faccia sentire dolore e mancanza di respiro.
Per essere certa che i miei pensieri troppo circolari che non ostentano progressioni prendano una via diritta.
Desidero onestamente provare dolore, guardarmi allo specchio e sapermi definire con occhio umano.
Insofferenza perchè  le parole altrui violano il mio stato di niente.
Parole lente che si perdono.
Se sanguino dal naso è solo perché ciò che ero una volta non ha più importanza.

Pepparkakor :)

 

ikea

Biscotti Ikea allo Zenzero e non solo.
Spediti da Bologna.

Quando un amico realizza un mio desiderio inaspettatamente, penso che anche se sono scontrosa e sfrangiamaroni alla fine un qualche cosa di buono lo devo avere.

Grazie Marco.

Let’s play, master and servant

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Dancing Barefoot

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Joe

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My own Karma

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Pure Shit

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La Morte Non é Niente

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Dietro le occhiaie rispettabili individui

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Black Hole Sun

 

Quando ci siamo conosciute, dieci anni fa, eravamo due metallare da paura.
Tu un po’ più punk, io più sul dark.
Ci siamo incontrate per caso di mattina in un bar del centro, tu con gente che avevi appena conosciuto, io
con una gonna lunga fino ai piedi che tu amavi ricordare.
Poi quel pomeriggio ti ho rivisto nella stessa aula mia a seguire il medesimo corso.

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Precisazioni

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Zlatan

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Waiting Room

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Sacrificia Mortuorum


Io sto abbrutendo.
Si è così.
Sono vittima della sub cultura che ammanta il luogo di lavoro, tante piccole procedure che mi stanno tenendo scandalosamente fuori dal senno.
Tante piccole teste di casso che ascoltano Little Tony nel lettore Mp3 e che asservono una donna dall’aspetto periforme.
Tanto tempo impiegato a ricercare l’estraneazione mentale, coadiuvata da lorazepam e cetirizina dicloridrato.
Produco e intanto osservo gli ottuagenari scendere da macchine opulente i quali ci accusano di "disonestà intellettuale"per sfogarsi del loro shopping infruttoso.
L’intellettualità… come si fa.
Se ne fossimo dotati anche solo un’ ora al giorno, invece di escogitare aperitivi ai bagni, e kalashnikov nelle strenne natalizie, abbinate al panettone muffo di ordinanza, giungeremmo ad una sola ed unica conclusione sensata.
L’Anarchia.
Come inchiodare mani alle scrivanie con la spillatrice, usurpare i tacchi alle segretarie per schiacciare parti molli, correre nudi urlando RESET! RESET! in prossimità dei database.
Tutto questo perchè mi sto abbrutendo.
Forse è meglio che io mi versi il sedivitax.
RESET!

Zero

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Senza Rancore


No No e NO!!!!

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Mala Mela

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Lentamente Muore


Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni
  giorno gli stessi percorsi,
  
chi non cambia la marcia,
  
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
  
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
  
chi preferisce il nero su bianco
  e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
  
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che
  fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
  davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
  
chi e’ infelice sul lavoro,
  
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
  
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
  consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
  
chi non legge,
  
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia
  aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
  della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
  
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non
  risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere
  vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
  di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
  splendida felicita’.

Watch out !

Tra i 100 metri che mi separano dalla macchina all’entrata del cancello dove lavoro, ci saranno più o meno 70 gradi.
70 gradi di liquefazioni totali, lo yogurt in borsa mi fermenta e diventa al 5% un farmaco antibiotico,
e per il restante 95% patè di foix gras.
Inutile aver fatto la doccia perche ti senti in tutto il corpo la vegetazione della tundra crescere rigoglisosa.
Muschi e licheni sulla camicetta.
Polpette svedesi ikea al posto dei piedi.
Arranchi per strisciare il badge che aprirà la porta dove ad attenderti c’è aria condizionata e gente nelle tue stesse condizioni psico fisiche che si passa i fogli in bikini Parah.
Ora, la prima persona che avrà il coraggio di chiedere con l’aspetto da cane bastonato "possiamo spegnere l’aria? a me da fastidio…" avrà ciò che si merita.
Un colpo solo, preciso, in mezzo alla fronte, con silenziatore, una specie di colpo secco di tosse.
la persona semplicemente cessa di vivere, nessuno se ne accorge, e noi andiamo avanti lo stesso.
Watch-out!

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Il Sig. G.

Io sono una di quelle persone che  guarda squillare il cellulare nella borsa senza rispondere.
Ma anche stavolta, mi sono beccata la solita telefonata infrasettimanale in cui il Sig. G. tenendo a mente la sua scaletta prefincata nella parte sinistra del cervello parla incessamente per ore del meteo, di come la pressione atmosferica incida nel suo scarico di casa , di indagini rettali, della tastata alle parti bassi di routine che si fa fare dall’omeopata.
Io stimo il suo alfabetismo, ma parlare per 2 ore  di come sia fortunato a non avere alla sua età un riporto che parte dall’ascella, francamente mi sembra eccessivo.
Lui bla, e io svuoto la lavatrice.
Lui bla bla, e io cerco di capire in quale zona sia il plesso solare.
Lui bla bla bla, e io su e-bay a cercare un Kit fai da te di anestesia totale.
Lui bla bla bla bla, e io a guardare in tv, X FACTOR con volume muto, ma questo programma non è altro che la consacrazione di Simona Ventura al dio del Botox iniettato in endovena e nel cappuccino di rappresentanza. Sempre attenta a non alzarsi mai in piedi per evitare di far straripare le sue vene varicose addosso a Morgan, il quale a suo volta tossisce in La Minore accompagnato dalla chitarra di Dodi Battaglia.
Ore interminabili in cui si evince che il suo mal di testa è causato dalle fibre ottiche che collegano tiscali a casa sua, che l’arancione lo sbatte, e che il prosciutto cotto con i polifosfati ha dei riverberi color arcobaleno, iridati.
Tipo lo spettro a prisma.

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Complimenti !

Lunedì di Pasqua.
Metto piede al ristorante gestito dal fortunato vincitore di "Una fornitura gratuita per 10 anni di "Quattro Salti In Padella Findus" più un quarto dei gradi strappati con forza alla marsina del Cap. Findus.
Il suddetto fortunato di suo ha messo solo 1 microonde, 3 tavoli, e chili di sfilaccetti al manzo Ciappi caduto dal camion del suo amico berlinese.
E’ inquietante come ci possa erigere a Dio della Gastronomia solo avendo il pollice opponibile per far avviare il micronde.
Ma.
Ma, il vero punto focale non è Cap.Findus, bensì lui, L’andy Garcia dei noantri.
Entra facendo sfoggio del suo giubbotto bianco, pantaloncino bluette, e la pettinatura degna della mano del Bernini.carenata, e con la stessa consistenza della scocca di un BMW.
Il capello è sostanzialmente alla Nino D’angelo, ma sapientemente pettinato all’indietro all’altezza delle orecchie con ettolitri di gel a tenuta rapida e stagna.
Sembra un mafioso del Padrino, ma si intuisce che sotto all’abito ha la tuta acetata con i colori della squadra russa olimpiadi ’68, con annesso catenone d’oro, e ciabatta di gommapiuma pressata con il calzino color malva che tocca in terra.
Entra e non fa niente che non faccia prima lei, lo fa per galanteria, le scosta la sedia, le fa scegliere il vino, è indeciso se chiedere a Cap. Findus di darle la mazzetta del pantone per farle scegliere anche le tinte delle pareti del locale.
Lei è estasiata, lo guarda con l’espressione che avevamo noi tutti quando ci dissero che con il gioco del Nokia quello col serpentello che gira al raggiungimento dei 1000 punti la Nokia ti avrebbe fatto una ricarica istantanea di 50 mila lire.
E’ chiaro che si conoscono al massimo da una settimana.
Ma lui è li che le elargisce perle di saggezza su come impostare il timer del tostapane con lo sguardo ammicante di chi ti sta rivelando le più grandi verità della vita.
Ordinano e lui prende quello che prende lei, le versa da bere, l’ascolta come se davvero gli interessa sapere che ha speso 7 mila euro in calze contenitive, scarpe di prada, e generici di antidepressivi.
Ma la cosa più terribile è lo sguardo di lui, lo sguardo fashion lifestyle.
Sembra che lei detenga il potere decisionale su tutto.
E per qualche istante lo fa credere anche a me.
Finchè Ale mi chiarifica i diversi piani di pensiero.
Lei pensa a quale canzone potrebbe descrivere meglio il momento.
Lui pensa "Accattatevillo!"
E’ ovvio che non è carino da parte mia stare li a guardare il desco dei due ma sono magnetizzata dalla pettinatura tornita di lui.
MI fa ridere il balletto che si impegna a fare per raggiungere il suo scopo.
Mi fa ridere questo quadretto a base di Eros Ramazzotti, tra un camorrista anni ’70 e una fashion victim anni 90.
Poi penso a quanto possa far ridere il mio quadretto a base di Black Sabbath, io con la frangetta sparata e Ale con i capelli molto più lunghi dei miei.
E se sento ancora, the same old song , "eh ma da dietro si capisce chi è la donna?" rispondo che potreste essere più originali, che questo si diceva negli anni 60, adesso si dice o che sei gay o che sei satanista.
Appreso che non si tratta di nessuno dei due casi, e che strano ma vero anche lui ha giacca e cravatta nell’armadio, torno a guardare la scena finale della neo coppia, dopo tanto splendore di lui, con annesso luccichio scintillate sul molare destro, alla cassa lui si tira indietro.
Cap Findus colto da sgomento, la guarda, e lei mette mano per riparare la più grande cafonata che lui potesse commettere.
Imbarazzatissima si guadagna la porta e burino 2000 ringrazia il Capitano che pettina i 100 euro prima di riporli in cassa.
Visto gli sviluppi, era meglio si fosse trattato di un satanista.
Complimenti!

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Lady Evil

Dopo essere stata selezionata ad un colloquio da un tipo alto all’incirca un metro e 20 con le fattezze di Amadeus al lifting di neoprene, e potenziale mutilato di guerra causa vestito 8 taglie più grandi sul tipo di Filini quando viene invitato al ricevimento della Contessina Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare, scopro (con vistoso orrore) che la giornata di lavoro consiste in estenuante PORTA A PORTA dalle ore 8.00 alle 19.30.
Ho ancora la scena in mente, io che scendo le scale con cappuccio sulla testa, lui che impreca dall’alto lanciandomi anatemi.
Ma un’altra scena altrettando preoccupante compare nella mia mente guidando con il diluvio universale e vetro appannato.
Ieri sera, conversazione tra me e Ale guardando Madagascar.
Ale: La zebra è praticamente un cavallo a righe.
Io: Già! Ma chissà perchè?
Ale: Per mimetizzarsi.
Io: E’ un cavallo Trendy, si mimetizza a casa di Fendi.
Vorrei ricordare ai presenti che disquisivo di zebre con l’uomo che ha spiegato l’antilope così :
"E’ come Bambi, ma più esotico."
Questa è sintomo di sistema nervoso evaporato.
Il mio l’ho fottuto ascoltando in loop repeat il Black Box dei Black sabbath, Ale credo lo abbia messo in cialde per farsi il caffè domani con la Mokona in ufficio.
Yeeeeeeaaah!

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Arcani

Bene!
Ammettiamolo senza vergogna, che l’attività principale di chi opera nel settore "Ufficio del Personale" è sostanzialmente PRENDERE PER IL CULO!
Diciamo che questo ragazzo, pressapoco un ammasso informe di Padre Pio e Tarocco Teodomiro Dal Negro, mi sottopone la sua integrità professionale mediante foto di Umberto Smaila.
Segue sfoggio della intaccabilità morale, ostenta rosari messi nella coppa del Pout Pourry a mò di cioccolatini… e prendine pure uno sai!
Io lo guardo con apatia bovina.
Non capisco.
Per la verità sant’ Eufemio qui, che è vestito con una cravatta rosa platinum pitonata che cozza terribilmente con la sua camicia a righe optical diagonali, espone le credenziali di questa azienda della quale non si conosce nè il nome, nè il luogo.
Mi dice "Tu parcheggia al supermercato che poi ti faccio strada io"
Non può rilasciarmi il biglietto da visita, perchè "Proprio oggi ci hanno cambiato i numeri di telefono"
Ma tronfio mi fa vedere il logo disegnato da lui, su di un kleenex giallo.
Spiega:
"Sostanzialmente si tratta di una cosa rotonda con infilate al suo interno dei rametti che simboleggiano le nostre molteplici attività"
Riespone la foto di Smaila.
Prosegue
"Mi piace pensare che dal niente chiunque può tirare fuori un qualche cosa di visibile alla massa… ma che ne pensi ti piace?"
TAC apre sul portatile il logo rielaborato.
No. non mi piace.
Sembra una ghirlanda di abre magique.
D’impulso confesso che è copiato pari pari dal logo della Lega Boschiva F.lli Persichetti e che è pure sgranato.
Lui non afferra.
Gli chiedo se sono loro che stanno cercando questo benedettissimo illustratore.
Prima dice si, poi guardando con occhio a tuorlo la foto di Smaila dice no.
Poi mi svela alla fine il mistero gaudioso che ammantava la conversazione di quel non so che Kubrikiano.
Affermata ditta di cartomanzia, con sporadiche location nel tempio di anubi, cerca qualcuno con sistema nervoso evaporato che assecondi le molteplici attività, "perchè vedi… ci serve un po di tutto. Noi facciamo di tutto dal tarocco alle serate allo Smaila’s.
E compriamo Le CaniStracci Oil.
Quindi o impagini l’oroscopo su DIVA E DONNA, oppure mi metti in sovraimpressione il numero del mago Karim, ma potrebbe servire anche un biglietto da visita del parrucchiere di Buona Domenica… Ti piace Bettarini?
NO!
E da li plasma interminabili virtuosismi verbali trasmettendo idee pure ed insane.
Io azzero il cervello.
Riprendo contatto con la realtà quando nomina Red Ronnie, ma poi nella mia mente a rallentatore compaiono le immagini della camicia jeans che Red Ronnie ha portato per anni al Roxie Bar perchè faceva più giovane, e risprofondo nell’apatia.
Alla domanda "Che ne pensi??" con voce rassicurante rispondo "Senta, mi faccia un giro di carte!"
E nel momento in cui lui si volta a prendere il "mega tarocco del signore degli anelli" io corro all’ospedale sventolando fazzoletti bianchi e suonando Wagner col clacson.
Vado per sicurezza a farmi una lastra.
E’ stato talmente violento il gesto dell’ombrello, che credo di essermi slogata rovinosamente omero e radio.

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I?m So Fucked Up

Messaggio 1 di 8
Cara Barbara, avrei piacere di sapere se è possibile verso le 18 barra 19 di avere in prestito per diciamo una mezz’ora, diciamo la tua macchina, diciamo per andare in via Palermo, che con i mezzi diciamo che non riesco a raggiungerla nè!
Diciamo che se hai problemi a prestarla lo puoi anche dire, lo so non mi hai mai detto di no, ma non farti problemi perchè io capisco, diciamo che capisco nè!
Scusa per prima, non ti ho proprio vista, ho capito solo dopo fuori che potevi essere tu, lo so che non ti ho mai dimostrato affetto in tutti questi anni, ma ti prometto che faremo una cena da sole per diventare amiche.

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Francisca

Aspetto Lunedì come se fosse l’ultimo dei miei giorni.
Mai avrei pensato di dover scrivere una cosa simile ma Lunedì saprò le sorti del tuo destino come se fossi una strega, che lo sono, ma non abbastanza da sciogliere questo male ingiusto.
Lunedì saprò quanto è lungo il filo della tua esistenza.
Saprò se Atropo taglierà.
A volte i dottori, profumatamente pagati, sannò essere più attendibili di una strega.
Sono schiacciata da presentimenti inquietanti.
Dal tuo dolore e dal tuo senso di morte.
Ma è a me che sta passando tutta la vita davanti.
Ciascuno conosce la grandezza della propria sofferenza, o la dimensione della totale mancanza di significato della propria vita.
Io che vorrei modificarmi pur restando immutata, che rifiuto, che giudico.
E poi un attimo, un solo istante, mentre cammini, mentre scegli qualcosa, mentre formuli le parole e chiedi il solito caffè al bar, ti accorgi di tutto all’improvviso.
Che mi stai scivolando via lontano, e ho paura di non poterti afferrare.
So bene che sto respirando solo metà dell’aria e che ti sto dando solo mezza possibilità, che Lachesi potrebbe decidere di sdrotolare ancora tanto filo dalla tua parte, che qualche medico schizzoide lunedì potrebbe riuscire nell’impresa della perfezione divina e guarirti.
Sono io che faccio questa par condicio tra bene e male, e non perchè qualcuno mi abbia suggerito da che parte far pendere l’ago della bilancia.
Ma 7 vite sono lunghe, e abbiamo ancora molto da condividere.
Una fame di cose senza speranze bracca i nostri spiriti, e non c’è speranza senza paura.
Per questo so che dentro di me la speranza supera ogni cosa.
Buona Fortuna bambina!

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Filosofie

Domenica festa a sorpresa.
Non per me.
Io rientravo nella categoria dei rinchiusi nel sottoscala pronti a saltare fuori al momento giusto.
40 persone di umanità scontata.
Attenzione siete circondati.
Io e la mia claustrofobia.
Io e 39 persone che respirano tutte nella stessa stanza.
La condensa nella piccola finestra.
Fame di spazio.
Una mano ed un polso dolorante per aver preso a pugni un’ ora prima il mobiletto del bagno.
Nel mio essere come esplodere di noia.
Non respiro.
Odio il calore formato dalle persone.
Ai lati sconosciuti parenti, che si lamentano di tutto, del tempo, della lavatrice, di edilizia popoplare.
Cerco di arrivare alla finestra.
Mi ferma Donna Carla per dirmi che pettinata così le sembro Very Victoria.
Io cerco il mio spazio, dalla massa, dall’ammasso.
Una porta si apre, per dirci che manca poco.
Davanti a me una ragazzina acida come la Certosa Galbani attesta la sua posizione di lei contro tutti.
Voleva restare a casa a phonarsi i capelli alla Tokio Hotel.
I’m an anarchist, i’m antichrist.
Più della metà della gente sono degli sconosciuti.
Mi scambiano per una sedicenne.
Poi generosi per una diciasettenne.
Mi scambiano per la figlia della cugino dello zio del marito della vicina di casa della povera Zaira, sorella della nonna, del cugino della cognata della
nonna della festeggiata.
Asserisco che il mio giro di parentela verso chi compie gli anni è molto più ristretto e che si riduce a solo due persone.
Metri cubi di naftalina galleggiano nell’aria, la festeggiata arriva e tutti la scavalcano per correre verso il buffet.
Questo pranzo in piedi, è la manifestazione primordiale della fame.
Biafra avanzato.
La festeggiata ancheggia con un paio di occhiali scuri e un paio di tette finte.
Quello è il regalo del marito, che per tutta la durata del pranzo attesta questo rifacimento.
Le tette vanno tanto al kg.
Dipende da quanto silicone vuoi per formare la massa di sostegno.
350 euro l’una.
Ma anche questo dipende.
Al momento dei saluti, amici e parenti tutti, confluiscono nel suo scollo del maglione per vedere le miraboliche doti.
Io passo oltre, e nel ripendere la macchina penso che il microcosmo che si era formato nel sottoscala ha prodotto i suoi risultati.
In quegli attimi interminabili i donnini trepidanti hanno dato sfoggio delle loro saggistiche personali.
Ora so cosa comporta essere adepte della "filosofia del coordinato" cioè abbinare le mutande alla borsa senza offendere nessuno.
Che le spose incorrotte sessualmente si possono sposare con l’abito niveo e le altre possono solo scegliere tra varianti del panna, bianco sporco, beige,
intonaco opaco, gorgonzola tendente al verde-giallo.
Che gli uomini con i capelli lunghi sono gay, più sono lunghi, più sono gay, oppure sono satanisti.
Se tatuati hanno quel nonsochè di Bosco di Somma Lombardo.
Quindi io, stando alla loro teoria, sarei la fidanzata della controfigura diabolica di Malgioglio, Pape Satan Aleppe!
Che le maschere facciali alla aloe vera sono budella di panda.
Che nessuno di loro, nessuno fuma. E mi guardano con sospetto perchè sentono detonare i miei polmoni.
Ma il pezzo forte deve ancora venire.
Ho il numero dell’Herbalife e so il prezzo delle tette all’etto.
Signore, contattat
emi ore pasti.

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Capi Saldi

I miei capi saldi stanno crollando.
Veniamo ai fatti.
Ipotesi di epilogo di post dedicati a Petrucci che fanno apparire questo blog un consacramento al Dio del Tight-Master.
Ho 36 euro di biglietto in mano, 3 moment nuotano nel mio stomaco dentro i due litri di caffè che mi sono bevuta per arginare il mal di testa incessante, sento il corpo di neoprene e la
frangetta solida come UAN di Bim Bum Bam, ma nonostante tutto tengo testa al corteo Dark che si avvia al concerto dei Dream Theater.
Fila al bagno con cenni di agonismo
Interminabile esibizione dei Symphony X.
Ma poi ecco immancabile il messaggio di Cognata Antichrist Superstar!
Con il suo nokia 1.0 digita con le dita erose dal Viakal il messaggio " Buon concerto…spero tu abbia un buon posto…"
Può sembrare una cortesia, ma non lo è.
Lo scopo di queste sue attenzioni e premure non sempre è evidente, non sempre è materiale, positivo e immediato.
Infatti sono a km di distanza dal palco, vedo Petrucci col binocolo e mi si imprime sulla retina il crollo psico-fisico dell’uomo che mettendo le mani su una chitarra mi fa l’effetto stesso di una
cioccolata calda quando fuori sono meno 4 gradi.
Petrucci è devastato dagli effetti del tight master; ha le braccia di Gozzila, il corpo di Mino Reitano e la stempiatura di Cesare Cadeo ma con i capelli lunghi.
Il capo saldo della mia adolescenza è crollato.
Per 10 anni è rimasto cristalizzato nella mia mente come un ibernato.
Segue secondo messaggio da CifSgrassatuttoCognata, "Scusa mi dici che numero hai di posto"………………………………….
Non sono mai stata così vicino al Serenase.
Siamo a 500 km di distanza…non sai che concerto sto guardando, hai la congiuntivite da WC net e l’ansia da goccia sul lavandino, che cosa cazzo vuoi sapere?
Ma approffito, è la serata migliore. La serata in cui io, in piedi sugli spalti, posso gridare "ma vaffanculo!!" come se avessi un megafono!
Non mi caghi per tutto l’anno e quando lo fai è per essere sicura di non incotrarmi…cosa cazzo vuoi sapere.
Anche i gatti neri fanno gli scongiuri a carne al suo passaggio e si calano nei tombini, mio fratello, ovvero suo marito, sta seriamente pensando di diventare il nuovo frontman dei Joy Division.
Cedo il binocolo e la vista mi si annebbia, il concerto dura pochissimo, cantato pochissimo, speso tantissimo, fango tantissimo.
Ma il secondo capo saldo deve ancora cadere.
Dopo mesi e mesi di peregrinazioni riesco a trovare il film KLIMT.
Klimt per me è dio!
Guardo il film, e non capisco un discorso, non comprendo una scena, ignoro ili significato della trama.
Sono sconcertata.
Apatia bovina davanti al film.
E ho pure il coraggio di chiedere spiegazioni sulla trama all’uomo che alla domanda "ma un antilope come è fatta?" ha risposto "E’ come Bambi, ma più esotico".
Ho motivo di credere di essere stata colpita dal raggio dell’astronave di startrek.
Spero di aver scaricato a terra.

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Vanish

I feel so strange like i vanish in a black hole.
At night i sit in the dark waiting for things to happen, like i livinig inside an empty box.
I’m not even getting out of bed, sick like a dog, i’m not even starting up my brain.
I sit and eat on a chair, waiting for things to happen like i live inside a private world.
I see, and i stare.
I cry, and i won’t.
I feel like i illuse my mind.
I need to wait for the rain to end, will be cleared to the sun will dry this empty room.

Petrucci 2 – La Vendetta

Primo ottobre.
Rivedere i miei scarsi obiettivi lavorativi e non.
Il signor S.C. vuole fare l’artista ed esporre i suoi quadri nelle gallerie di serie A.
C’è solo un piccolo problema, quei quadri sono miei.
Ma li firma lui.
Chiedo 980 euro per tre mesi, signori TRE MESI di lavoro e lui sdegnoso mi da della ladra.
Troppi soldi, poi chi mi mantiene le tre ville in Sardegna, ed il conto aperto da Dolce e Gabbana di mia figlia che a 17 annni si veste come una troia?
La categoria della troia si sa, costa.
Comunque me ne da 900 ribadendo che me li da perchè lui è un Signore, e io una povera mezzadra che si permette di chiedere soldi.
Mi trattiene 250 Euro con i quali ristampa un inutile Depliant.
Ritiro quella cifra insaguinata con la verve di Marylin Manson, sono posseduta dal reverendo del metal in tutto e per tutto, ho paura di guardarmi allo specchio per scoprire di avere anche io l’occhio azzurro e l’altro completamente scollegato dall’orbita oculare.
Nella mia mente era chiaro che dicevo " Sei un morto di fame, speriamo che mentre torni a casa te cappotti" invece dalla rabbia credo di aver detto qualche cosa come DA DA UM PA.
Che lui ha preso come compliemento.
Per procrastinare l’ira un trucco c’è. Non pensarsi come esseri umani, ma piuttosto come ad un vegetale.
Io sono una scatoletta di tonno. Di quello a pinne gialle, un tonno Rio mare, ma sereno.
Stamattina all’ospedale nel modulo che riempe l’infermiera prima delle analisi alla voce "Professione" ha scritto disoccupata con un agghiacciante COMIC SANS.
A quelle condizioni anche la Madonna di Fatima gli avrebbe sqaurciato le gomme del BMW, seguita a sciame dai Puttini recanti il gesto, dispregiativo, dell’ombrello.
Io nel frattemppo sto organizzando una riffa dove il vincitore avrà l’onore ed il privilegio di staccargli la spina al momento più giusto.
Ma.
In tutto ciò spicca come sempre Petrucci.
Vedere Petrucci mentre dormo con i miei problemi è già l’apicce della serata.
Non si capisce il motivo per cui la mia psiche scelga quest’uomo come corpo ospite nei miei sogni ricorrenti.

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Solitude

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I’m Sorry

Se chiedo una vita più facile non è per egoismo.
No.
E’ per non stare a combattere con questo mio carattere perennemente incazzato col mondo intero.
Se intendo vivere senza trascinare stancamente i miei 45 kg dovrò saper leggere in me stessa per sapere quello che voglio, ma non faccio il benché minimo passo avanti.
Io e le mie posizioni viziate e viziose.
E quindi resto qui, come al solito, ogni giorno a rintozzare nella mia testa, affamata di carezze conferme e tutto quello che ne segue nel mio sentimentalismo paranoico.
E si finisce così a litigare, con te che sei in grado-malgrado l’ora tarda in cui nessuno è più in grado di rispondere, di ascoltare le mie richieste di taumaturgia.
Io che alzo la voce, tu che l’abbassi e non ti sento più.
Tu li ed io qui.
Io che mi incazzo perchè  fumi troppo mentre ho appena finito di fumare.
Ieri sera l’isterismo per avere due giorni di ferie per vedere i Dream, discutere per colpa mia anche per un concerto.
Più che isterismo era furore da bastone infernale.
Io a sbraitare tu a placare e addolcire il mio nervosismo infantile.
Ma putroppo a me il modus operandi alla Candy Candy non mi si addice.
Questo per chiederti scusa.
Ma ultimamente le uniche certezze al mio attivo sono che Tundra Ikea è l’unico pavimento di vero parquet che sembra finto.
Che nell’aranciata di mia cognata c’è il perborato.
Che nella vetta della mia piramide alimentare umana spiccano i crostini dorati San Carlo con un bel 50% il resto sono di carboidrati 30%  l’altra percentuale restante è acqua mista Aulin.
Che John Petrucci ingrassa nonostante il Tight Master, e questo credimi non lo posso
tollerare perchè gli ho appena lasciato 36 Euro, cifra insanguinata per chi percepisce uno stipendio avvilente.
ERGO nonostante l’intarchiamento per me resterà sempre la controfigura del verme solitario.

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Autubus For Ever!

Caro automobilista con smart giallo stronzo canarino, ti erigi a Dio della carreggiata dopo esserti immesso senza dare la precedenza facendomi quasi sfracellare sull’autobus 36 per evitarti. (che tra l’altro fa capolinea al policlinico) Dopo avermi tagliato la strada, occupi parzialmente entrambe le corsie e con moderazione e parcondicio basculi la vettura all’andatura da brivido di 7 Km/h. Come se non bastasse parli al cellulare, ma non come tutti i comuni mortali , no. Tu metti il vivavoce e reggi il telefono a mo di microfono davanti alla faccia. inconcepibile. Sei ignaro del fatto che dietro di te c’è una fila che si sta doppiando, che fuori ci sono 38 gradi, che ho la spesa che sta trasudando muschi e licheni, no. Sei ignaro, perchè stai complottando al telefono con un altro Ayrton Senna della statale, dove si potrebbe andare domani ad ostruire non solo le strade, ma anche le arterie, di chi come me sta a te tergo, al limite ell’ ictus. ICTUS:Improvvisa comparsa di segni e/o sintomi riferibili a deficit focale e/o globale (coma) delle funzioni cerebrali, di durata superiore alle 24 ore o ad esito infausto, non attribuibile ad altra causa apparente se non a vasculopatia cerebrale. Dopo 40 minuti di andatura a meno 20 Km/h accosti all’improvviso senza freccia,apri lo sportello bloccando il traffico e nel tuo immenso splendore della pattina ad infradito con pantaloncino aderente che manda i tuoi attributi a fare salotto con le tonsille dispensi saluti ancora a sportello aperto, ai mirabolici pezzenti che a 30 anni alle 11 di mattina giocano già al videopoker. Applausi all’ autobus 36 che ti ha portato via lo sportello. Tributi ed onori con lancio di corone d’alloro in mezzo alla strada all’autobussiere.

Un Buon Compleanno per quest’ UOMO !

Quest’uomo ha visto cose che voi umani non potete immaginare.  Ha visto supermercati di sabato stracolmi di gente con il numero 170 in mano mentre servono il 5, perchè io ho deciso di mangiare quella cosa.

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AUTOCRITICA

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Paranoid

Voglio scrivere un post maligno su mia cognata.
Che spieghi la sua GRIGIA verve!
Che parli del  suo capello a caschetto unto e grigio che termina sotto l’orecchio.
Che spieghi il suo colorito giallo, venato di grigio-blu tipo gorgonzola.
Che espilchi il significato di gonna marrone plissettata sotto il ginocchio.
Che decripti il senzo delle calze 70 denari BIANCHE.
Che apra un compendio di medicina dove si sveli il mistero del fatto che da quando la conosco non l’ho mai vista un giorno senza raffreddore, senza la colite gastroenterica, nonostante passi la vita a controllare che la soia e la fettina integrale non si attacchino alla pentola di vimini con cottura a castello.
Che riveli al mondo la sua entità di suora a base di aloe vera, dio e verdure al vapore.
La dea della NON goccia sul lavandino.
Che ci sveli il  perchè non voglia toccare la suola delle scarpe in terra.
Che in una botta sola mi illumini sul perchè ha finto di non voler più partire per Milano per poi scoprire che aveva preso il treno dopo il mio, pur di non
viaggiare con me.
Che enunci alla razza umana la mia irritabilità ogni qual volta parlo (male) di lei e mia madre fa SSSSSSSSHHHHHHHHH che ci sente!!
(da un piano di distanza)
Ma è possibile, perchè sembra SPOK e quelle orecchie potrebbero effettivamente captare…SSSSSHHHHHH!!!!
Tutte le sante mattine alle sette subisco questo rito: dito indice materno che mi sveglia perforandomi l’addome, poi con voce  squillante " B A R B A R A A A A A A !!!! ti serve la MACCHINAAAAAA????, no perchè in tal caso la lascio SSSHHHHH, a lei SSSSHHHH"
L’indice materno indica il soffito.
SSSHHHHH!!!
Segue citofonata di conferma.
Black Sabbath al massimo SSSSHHHH!!!!!
Quella bottiglia che tiene in bagno potrebbe essere perborato SSSSHHHH!!!!!
Se un giorno mi incontrerete per la strada non chiedetemi spiegazioni a riguardo… qualuque cosa vi dirò, non potrà mai  spiegare le mie condizioni precarie fisico/mentali che si inoltrano quando parlo di lei.
Persino Cionfoli dopo aver passato dieci minuti da solo in una stanza con lei andrebbe a a fare il frontman dei Cure!
Ozzy Osburne…prendimi con te!

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Partito Preso


La questione è molto più semplice di quel che si pensa:
O si è nella categoria della Tro*a o non lo si è.
Punto.
Ora che io sposti nella suddetta lista gruppi di persone e poi le smisti nelle sottocategorie della Tro*a questo è un altro paio di maniche.
Ma la bandiera di questo argomento la porta lei.
Sarà gelosia, è normale per chiunque essere gelosi di chi c’era prima di te.
Ma questa cosa va fuori dal normale per me.
Con ansia e nervosismo, la odio.
La odio così, per partito preso.
O meglio non proprio per partito preso, forse perchè non conosco nessuna che abbia quel nome e non appartenga alla categoria della tro*a.
Si potrebbe pensare così perchè ne conosco una per sentito dire.
Ecco a me quella che deve invitare un suo ex al compelanno dove, per usare un insulto di classe, c’è un alta concetrazione di prostituzione e di muggiti selvaggi ed incoerenti, a me personalmente sta sul ca*zo.
Si è così.
Forse perchè prima di me, era lei a stare sul caz*o di qualcun altro, e ci stava così, tanto per partito preso.

Con affetto.
Neve.

Misteri e Illuminazioni


Punto della situazione:
Le Conseguenze di lavorare a casa, o meglio, in un garage adibito ad atelier tipo Klimt (ma senza tunica) con un’ amica tabagista come te è la seguente:
Stamattina ho aperto la borsa del portatile ed è uscita una nube di fumo che ha subito fatto in camera mia una simil-cappa climatica tipo bisca clandestina.
Punto 800 euro sul rosso.
In realtà ho puntato 23 Euro e 70 su crema Collistar trattamento pancia che
DECISAMENTE non funziona!

Ma.
Tempo fa vengo chiamata da un giornale locale per preparare la copertina e
l’impaginazione grafica di un giornale AUTODEFINITOSI giovanile.
Il suddetto giornale, finanziandosi con le paghette settimanali,implicava velatamente che il mio intervento non sarebbe stato ricompensato, la loro logica prevedeva che trattandosi di un giornale di informazione gratuita era giusto che usufruisse a giro di mano d’opere di vari professionisti GRATUITAMENTE. In cambio loro mettevano il tuo nome tra i collaboratori.
Accetto.
Do un’occhiata agli altri numeri per capire di che si tratta, leggo i nomi dei collaboratori, e rabbrividisco.
Tra i nomi c’è lei, “MISS MAMMA MI HA DETTO CHE”.
La suddetta l’ho conosciuta in primo superiore, diventa dopo pochi giorni una mia amica.
C’era solo una differenza, per non so quale vie traverse la sua famiglia godeva di stipendi abnormi e settimane bianche ripetute a cortina con annesso personal Schiavo.
Io al massimo settimana a Torrette de Fano in stile Alberto Sordi, con annessa frittata sotto all’ombrellone.
Ciò nonostante eravamo amiche.
Finchè un giorno mi invita a pranzo a casa sua, e incontro la madre “MRS ME RODE TANTO ER CU*O!” che per tutto il tempo ha fatto domande sulla mia famiglia.
Il giorno dopo la mia amica viene a scuola e candida dice “Mamma ha detto che non devo più essere amica con te, perchè si vergogna…dato che non hai soldi di famiglia”
Inorridisco e le spiaccico sulla felpa il cornetto alla nutella.
Torna a casa e racconto tutto a supermamma che dopo aver fatto ossigenazione mi chiede il numero della sudetta famiglia con la voce di Walker Texas Ranger.
Considerando il fatto che mia madre non ha mai detto “culo” in vita sua, quel giorno ascoltando la telefonata ho scoperto che la parola culo la conosceva, eccome!
Fortunatamente, ho collaborato con il giornale e credo che lei non mi abbia riconosciuto e che abbia capito chi fossi solo dopo aver letto il mio nome sul giornale pubblicato.
Sfortunatamente, lei è diventata una snob di mer*a oltre che un rotolo de coppa.
Inammissibile che ci sia ancora gente che ti giudichi dal conto in banca come sua madre.
Ma stamattina leggendo il giornale ragionavo proprio su questo.
Sulle cose inammisibilmente stupide e strane della vita.
Come Biagio Antonacci, che per me resta un mistero discografico.
Come il fatto che Amanda Lear in Russia ha venduto 25.000 copie del suo ultimo album. ( cioè in Russia!!!! )
Come che il mio gatto (PierUgo) non mangia i croccantini del Discount, ma solo quelli di marca.
Come che io a 27 anni non sono ancora morta. (perchè la morte è in fila alla cassa dell’ipercoop, e ce se pò sta ‘na vita)
Ciò nonostante l’illuminazione giunge.
Asserisco seriamente che John Petrucci dei Dream Theater è Dio!
Allego foto per prova.

La Fine di un Rapporto


Ci siamo.
Il rapporto è finito.
Dopo un anno e mezzo ritorno in possesso del martedì.
Il martedì, è stato occupato in questo lasso di tempo dal mio dentista, e dal suo assistente gayssimo.
Il mio dentista, è una persona seria e cortese.
Un VIP dell’ortodensia che con tutti i soldi che gli hanno lasciato i clienti ha i pesci in salotto che gli cagano direttamente il caviale nelle tartine.
Ma putroppo per lui nasce sulla base di clone di Hugh Grant.
E così si ritrova le pazienti che al loro turno, camminano con sguardo fashion, e tacchegiano per tutto il corridoio come ad una sfilata di Karl Lagherfeld, sedendosi languide sulla poltrona.
In secondo piano c’è l’assistente, che osserva la scena con disprezzo e con un dispositivo bancomat a tracolla e :”Apri la bocca tesoro che ti faccio i denti bianchi come quelli di Paris!”
E io li esternamente a bocca spalancata e internamente con la sigla di Piero Angela.
Esco sentendomi la faccia gonfia e penso ” Ecco adesso sono diventata Cher!”
Ma ormai, dopo un anno e mezzo di martedì sacrificati eravamo una famglia,
avevo il mio caffè pronto, consigliavo i colori delle pareti, e venivo imbucata in colloqui di lavoro dalla moglie del suddetto dentista.
Colluttori gratis, fili interdentali imboscati, spazzolini setole morbide come se piovesse.
Avevo pile di riviste di architectural digest da leggere e pagine e pagine segnate per continuare la lettura la volta succesiva.
E così ci salutiamo dopo un anno e mezzo…
Ma pensavo peggio… credevo che mi sarei liberata di loro verso i 60 anni,
quando la paradontite espulsiva comincia il suo trionfo.
Ma la colpa lo so.
Risiede tutta nell’infanzia, quando invece di lavarmi i dentini come tutti i bambini, mangiavo il dentifricio Paperino’s alla fragola a tocchi.
Chissà se avrà inciso anche il fatto che all’asilo masticavo i mattoncini Lego.
In compenso con Photoshop posso rimuovere la placca dentaria, quindi se
dovete ritoccare foto non esitate a chiedere!
EVVIVAIDDIO Ci salutiamo così, con un estrazione del dente giudizio superiore sx martedì 17.ore 9.00
Lascio a ricordo la foto della sala d’aspetto.E poi addio per sempre!
Bhe per sempre proprio no visto la facilita con cui i miei denti soffrono credo che
se passassero ancora le lettighe per portare gli appestati al lazzaretto, mi butterebbero dentro senza chiedermi niente.

Imperdonabile


La mia vecchia domanda.
Le mie solite paure e fonde tristezze.
Doubt and reason to fall
No more places to push away
Hoping everything is clear
i want to live?
ma il fatto che ora sono qui a respirare, scrivere e sentire dovrebbe già essere una risposta alla quale attenersi.
mi attengo a questo.
e nel buio dell’incertezza mi atterrò alla incredibile voglia di vivere e forza che avevi tu.
Da dove viene questa domanda che c’è sempre stata?
pur conoscendo la risposta torna sempre a contrattare.
Un alone compatto, un grumo che non si scioglie.
from endless waits for strawberries
to the great beyond of our tragedies
for all the time i?ve tried to tell myself
to hold on
no one could give us wind.
Concentriamoci su Cezanne che nemmeno mi piace.
Palazzo Strozzi a Firenze.
Sabato vado a vedere Cezanne.
Lo odio.
Sarà per questo che stamattine le zebre che sto disegnando mi sembrano
scimmie?
va già meglio, se si considera che mi sono state rimandate indietro con la
dicitura “troppo fumetto ste zebre!”
E’ l’arte che si ribella alla mia eresia.
Ma Cezanne non mi piace.
Invece mi piace il titolo della canzone che sto sentendo ” Dolphins are here and wath your blue blood flow”
Questa malinconia è davvero imperdonabile, proprio come il fatto che zoppico e non si vede, come che non ho mai voglia di parlare.
Come Cezanne, troppo marrone, troppa natura.
Imperdonabile.

Sincerely Your…


3 Marzo 2007.
Un giorno come un altro per morire.
E tu sai quanto mi ossessiona la parola fine.
Perchè così è la vita.
Una tazza bianca che annenrisce col tè.
Il servizio che da 6 diventa da 4.
Non chiedo perdono perchè ho peccato, perchè molto peccherò ancora.
Ma adesso che sei profilo di penombra proteggimi.

Resterai dentro di me come ogni persona che ho amato.

Sincerely your.
Neve